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25 gennaio

AL LETTORE

Her skin is white cloth,
and she's all sewn apart
and she has many colored pins
sticking out of her heart.

She has a beautiful set
of hypno-disk eyes,
the ones that she uses
to hypnotize guys.

She has many different zombies
who are deeply in her trance.
She even has a zombie
who was originally from France.

But she knows she has a curse on her,
a curse she cannot win.
For if someone gets
too close to her,

the pins stick farther in.

 

T.B.


AL LETTORE

“Dead as dead can be,” my doctor tells me
But I just can’t believe him, ever the optimistic one
I’m sure of your ability to become my perfect enemy
Wake up and face me, don’t play dead cause maybe
Someday I will walk away and say, “You disappoint me,”
Maybe you’re better off this way

Leaning over you here, cold and catatonic
I catch a brief reflection of what you could and might have been
It's your right and your ability
To become…my perfect enemy…

Wake up and face me,
Don’t play dead
Cause maybe
Someday I’ll walk away and say, “You disappoint me!”
Maybe you’re better off this way

Maybe you’re better off this way
Maybe you’re better off this way
Maybe you’re better off this way
You’re better of this; you’re better off this;
Maybe you’re better off!

Wake up and face me,
Don’t play dead
Cause maybe
Someday I’ll walk away and say, “You fucking disappoint me!”
Maybe you’re better off this way

Go ahead and play dead
I know that you can hear this
Go ahead and play dead
Why can't you turn and face me?
Why can't you turn and face me?
Why can't you turn and face me?
Why can't you turn and face me?
You fucking disappoint me!

Passive aggressive bullshit

 

A.P.C.



17 gennaio

AL LETTORE

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai

 

F.D.A.

02 dicembre

AL LETTORE

Quando la sera me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi con quella tenerezza
come fossi un bambino che ritorna deluso
si lo so che questa non è certo la vita
che hai sognato un giorno per noi
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà
preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me tutto quello che viene
mi fa disperare il pensiero di te
e di me che non so darti di più
vedrai, vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
vedrai, vedrai
no, non son finito sai
non so dirti come e quando
ma un bel giorno cambierà.
 
 
L. T.
07 marzo

AL LETTORE

Sciocchezza, errore, peccato, avarizia

Possiedono gli spiriti e travagliano

I corpi; noi nutriamo i nostri amabili

rimorsi come i mendichi i pidocchi

Caparbi i nostri falli, i pentimenti

Ben deboli; ci facciamo pagare

Lautamente le nostre confessioni,

E allegri torniamo nel melmoso

Cammino, persuasi di lavare

Con vili lagrime ogni nostra macchia.

Satana Trimegisto, sul cuscino

Del male,lungamente va cullando

L'affascinato spirito: e il metallo

Prezioso della nostra volontà

Tutto è vaporizzato dal sapiente

Alchemista. E' il diavolo che tiene

I fili che ci muovono! Trovimo

Delle attrattive ai più schifosi oggetti;

Verso l'Inferno cendiamo ogni giorno

D'un passo, senza orrore, in mezzo a tenebre

Fetide. Come un dissoluto povero

Che bacia e morde il seno martoriato

D'antica meretrice, noi rubiamo

Di passaggio un piacere clandestino,

Spremendolo come una vecchia arancia.

In fitto brulichio, come un milione

Di vermi, nei cervelli nostri è in crapula

Un populo di Dèmoni; e la Morte

Col respiro ci scende nei polmoni,

Fiume invisibile, con sordi gemiti.

Se veleno, pugnale, stupro, incendio

Non hanno ancora ornato con i loro

Piacevoli disegni la banale

Trama dei nostri miseri destini,

E’ soltanto perché l’anima nostra

Ahimè! Non trova sufficientemente ardire.

E tuttavia fra sciacalli, pantere,

Cagne, scimmie, scorpioni e avvoltoi

E serpi, i mostri guaiolanti, urlanti

E grugnenti e striscianti nel serraglio

Abominevole dei vostri vizi,

Uno ce n’è, più laido, più tristo,

Più immondo! Nonostante che non compia

Grandi gesti, né cacci alte strida,

Farebbe volentieri della terra

Una rovina e in un solo sbadiglio

Inghiottirebbe il mondo; è la NOIA!

L’occhio gonfio d’un pianto involontario,

Ella sogna patiboli, fumando

La sua pipa. Lettore, ben conosci

Codesto delicato mostro; ipocrita

Lettore, tu, mio simile, fratello!

 

C.B.

11 febbraio

M - S - I

 
 

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